IMMAGINAZIONE

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L’immaginazione è l’associazione di esperienze passate, che ci permettono di prevedere o creare esperienze nuove.

Immaginare non è sognare, ma bensì una analisi attenta del nostro presente e passato.

Chi non osa immaginare non può creare la strada verso un cambiamento.

Associamo dunque le informazioni acquisite tramite la curiosità e immaginiamo come esse possano cambiare la nostra vita.

Giovanni Caruso

Nei passi precedenti abbiamo fatto qualcosa per amare noi stessi. Adesso è giunto il momento di combattere chi ci vuole del male.

Io ti darò tutte le armi necessarie e se tu ne avrai la forza, potrai migliorare la tua vita!

Il primo nemico di te stesso sei tu, ecco perchè nei passi precedenti abbiamo fatto pace con noi stessi.

Il secondo nemico sono i poteri forti. Loro utilizzano delle armi potenti che ti feriscono ogni giorno senza che tu ne sia consapevole.

Ecco cosa dovrai fare per proteggerti da essi:

1) Elimina dalla tua tv tutti i canali digitali che vanno dal canale 1 al canale 8. Elimina inoltre i canali di informazione h24. Come TGSKY, RAINEWS etc etc. Preferisci canali di svago piuttosto che di informazione e salotti politici.

2) Elimina la lettura dei quotidiani, sia cartacei che sul web. Recati il libreria e acquista un libro nella sezione Filosofia oppure sociologia. Vedrai che il “caso” ti porterà una lettura interessante. Ecco un altro elemento nuovo nella nostra vita: Il caso.

Ti renderai conto con il tempo che il caso è solo un modo scorretto di descrivere ciò che i tuoi pensieri generano.

Nulla avviene per caso ma per realizzare ciò che desideriamo o ciò di cui abbiamo paura.

Per il momento è tutto.

Immagina la cosa come una dieta per cui devi rinunciare a qualcosa che mangiavi spesso. Vedrai che nei prossimi passi questa rinuncia verrà colmata con qualcos’altro che ti darà molto più benessere!

Adesso ti allego il capitolo IMMAGINAZIONE e il relativo audio.

L’immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all’uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire, in parte, alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali.

Piero Angela, Da zero a tre anni, 1975

Purtroppo anche in questa parola si nascondo alcuni significati contrastanti, che col tempo hanno prevalso prima l’uno e poi l’altro.

Cos’è oggi l’immaginazione?

La società ha inquadrato questa definizione in maniera riduttiva come la dote esclusiva di qualche fantasioso artista o addirittura un pazzo!

L’immaginazione inoltre viene spesso associata ai piccoli, ai sognatori con la testa fra le nuvole o ai sognatori ribelli.

In realtà con un po’ di “curiosità” si possono conoscere alcuni aspetti dell’immaginazione che diventano fondamentali, tanto da rappresentare un passo importante di questo percorso.

Una definizione di “immaginazione” -che rende bene l’idea delle sue potenzialità- è quella di Giordano Bruno:

“In Bruno la teoria dell’immaginazione si collega alla mnemonica: un sapere universale dove tutte le particolari nozioni fanno capo a idee, tòpoi, cioè a delle immagini che rimandano ad altre idee che l’immaginazione ha il potere di cogliere nella loro somiglianza e affinità.”

In altre parole rappresenta il ricordo di una esperienza passata che, in una determinata situazione, associandola ad altri ricordi di esperienze passate, può creare i presupposti per la realizzazione di una esperienza nuova.

Se ci fermiamo un attimo ad assimilare –magari rileggendo- queste parole, ci rendiamo conto di quanto l’immaginazione sia molto più utile e profonda di come la società di oggi la definisce.

La prima considerazione da fare è che possiamo facilmente capire come l’immaginazione non sia una qualità o una prerogativa di alcune persone, ma rappresenta bensì una caratteristica di qualsiasi essere umano, e come tale può e deve essere utilizzata nel nostro fare quotidiano.

Eppure se ci pensiamo un attimo ci rendiamo conto che la società tende proprio ad assopire questa caratteristica fondamentale, per il semplice motivo che l’immaginazione rappresenta l’arma indispensabile per conquistare l’indipendenza!

Essere indipendente vuol dire non avere bisogno di tutto ciò che la società ci impone d’avere.

Vuol dire altresì scegliere la via della volontà di attuare, piuttosto che subire le “comodità” che la società propina.

L’immaginazione inoltre se inserita in un contesto di curiosità e conoscenza, diviene l’ingranaggio portante che regola le nostre azioni, perché come dice bene Giordano Bruno, essa è collegata al sapere universale, che attraverso l’immaginazione costruisce il puzzle della nostra vita.

Chi non sa, non può immaginare, chi non può immaginare, non può agire.

Se dunque la curiosità è lo stimolo necessario alla nostra partenza, l’immaginazione è la strada da percorrere, o meglio è la strada da “immaginare” e costruire.

Ad ognuno spetta la sua strada ideata e se così non fosse, non resterebbe che percorrere la via nel quale gli altri ci hanno immesso, magari quella che loro non “immaginerebbero” mai di percorrere.

Quante volte abbiamo sentito dire o abbiamo detto noi stessi “se l’avessi immaginato prima non l’avrei fatto” oppure “ non immaginavo potesse andare così”.

Queste frasi andrebbero bene analizzate perché dimostrano chiaramente come noi siamo consapevoli della nostra immaginazione, ma recriminiamo spesso di non averla usata abbastanza.

Ecco dunque svelato il segreto:

bisogna prendere confidenza con la propria immaginazione, imparare a domarla e assecondarla, perché è parte di quelle risorse fondamentali che ognuno ha, e deve utilizzare nel quotidiano.

Cosa ci impedisce dunque di farlo?

Questo è il nocciolo della questione. La società ci ha riempito di così tante informazioni, pubblicità, pregiudizi e “mode”, che ormai ci siamo auto convinti che non abbiamo più bisogno di immaginazione.

E la cosa preoccupante è che abbiamo associato questa risorsa al semplicistico fantasticare su ciò che potremmo fare in un’altra vita ipotetica, in cui tutto è possibile e tutto può succedere.

Ebbene adesso diciamo: questa è la vita in cui tutto è possibile, questa è l’unica vita che ci possiamo gustare e quindi dobbiamo utilizzare l’immaginazione proprio qui e ora, iniziando a realizzare che fondamentalmente non esistono barriere tranne quelle che ci siamo imposti. Non vi è nessuna forza esterna, nessun ostacolo che sia più grande delle nostre stesse convinzioni, giuste o sbagliate che siano.

Suggerisco innanzitutto un modo interessante di immaginare se stessi, per giungere ad una conclusione importantissima, ovvero che l’autostima è qualcosa che dobbiamo riscoprire per poter stimolare l’immaginazione:

immaginiamo il nostro essere in due parti. Una parte interiore e una parte esteriore.

Naturalmente la parte esteriore si riferisce al nostro corpo e ai gesti che esso compie (il gesticolare, le smorfie, le reazioni, la stazza etc.etc.), e la parte interiore riferita al nostro modo di essere (pensare, ricordare, immaginare etc.etc.)

Molti di noi tendono a enfatizzare l’uno o l’altra parte, chi rafforzando i propri muscoli o la propria bellezza estetica, e chi sfoggiando la propria cultura e intelletto.

E’ logico pensare che una persona equilibrata tenga in maniera equa ai due aspetti, per cui presterà attenzione sia al proprio corpo che al proprio interiore. Ma quanto spesso accade di poter dedicare cura a entrambi gli aspetti?

E quale dei due è maggiormente preso in considerazione dalla società?

Il punto è che viviamo in una società dove la nostra parte interiore viene soffocata, in favore di tutto quello che si può “commercializzare” esteriormente.

L’estetico rende di più in valore economico, questo è ovvio!

Mentre l’interiore rappresenta addirittura una minaccia, poiché come abbiamo detto precedentemente, se non si predilige l’esteriore si rischia di investire meno tempo e meno denaro di quello che l’interiore può offrire.

Ecco dunque che nascono quei meccanismi volti a soffocare il nostro interiore, e chi conosce bene questo meccanismo (non puoi combattere il nemico senza conoscerlo) sa benissimo che il motore del nostro interiore è l’autostima!

Avere autostima vuol dire essere ottimisti verso se stessi, avere il coraggio di decidere, essere intraprendente e indipendente.

Tutte caratteristiche che vanno a sfavore del controllo sociale ed economico.

Allora vi sentirete dire continuamente –come un mantra- di essere umile, di non credere ai sogni, di stare con i piedi per terra, di sperare (perché la speranza favorisce l’inerzia), di chiedere aiuto a coloro che hanno il potere (che sia religioso o sociale).

Ci insegnano ad affidarci al Dio di parte, alle istituzioni locali, al governo, all’Europa. Insomma, tutto purché siamo dipendenti da qualcuno al di sopra di noi.

Adesso immaginiamo per un attimo un mondo diverso, dove non esistono religioni, ne governi, né qualcuno al di sopra di noi.

La nostra autostima dice che noi siamo al pari di tutti!

E allora in questa visione abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Ecco allora che quando accade qualcosa nel mondo, noi ci sentiremmo direttamente interessati, che se qualcuno ci dice cosa fare noi rispondiamo che ci penseremo e le faremo sapere, che se qualcuno ci propone aiuto noi sappiamo che possiamo cavarcela anche da soli, e se qualcuno ci chiede aiuto siamo in obbligo di donarlo senza ricompensa (perché accetteremmo erroneamente che qualcuno sia inferiore a noi) al fine di essere ricambiato in futuro.

Il mondo assumerebbe un nuovo significato, e se si ha il coraggio di guardarlo in questo modo ecco immediatamente aprirsi una nuova prospettiva di vita, e ci accorgeremmo che esistono mondi paralleli che coesistono.

Questo è molto importante:

esistono innumerevoli mondi paralleli, e ciò che li delimita è esattamente il modo in cui noi guardiamo tutto ciò che ci circonda!

Vuol dire precisamente che in ogni istante, luogo o cosa noi facciamo, ci sono diversi presenti e diversi futuri possibili. E tutto dipende da come noi osserviamo tali cose.

Quindi l’autostima può essere il nostro binocolo che ci fa vedere lontano, la nostra lente che ingrandisce la nostra prospettiva.

Solo così possiamo immaginare una vita più ricca.

Prendiamo dunque in mano la nostra vita, appropriamoci del sacrosanto diritto di conoscenza e attraverso l’immaginazione tuffiamoci nel passo successivo!

 

In breve

 

L’immaginazione è l’associazione di esperienze passate, che ci permettono di prevedere o creare esperienze nuove.

Immaginare non è sognare, ma bensì una analisi attenta del nostro presente e passato.

Chi non osa immaginare non può creare la strada verso un cambiamento.

Associamo dunque le informazioni acquisite tramite la curiosità e immaginiamo come esse possano cambiare la nostra vita.

Se se pronto ad andare avanti segui il prossimo passo METODO.