PASSIONE

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“Una passione bruciante abbinata a un assoluto distacco è la chiave di ogni successo.”

 (Cit.)


Adesso tocca a te!

La prima fase è la più importante, per questo motivo prima di intraprendere il cammino devi fare un esercizio:

Il primo lunedì che verrà dovrai seguire per una settimana questa procedura.

Lunedì e Martedì sera dopo cena:

Compra una radice di zenzero (ottima se del Perù), taglia tre o quattro picchi e mettili in un bicchiere di acqua. Metti il bicchiere in microonde e porta l’acqua appena ad ebollizione. Attendi almeno cinque minuti, versa un cucchiaio di miele e fallo sciogliere. Togli gli spicchi di zenzero e sorseggia la bevanda.

Mercoledì e Giovedì non dovrai fare nulla di diverso dal solito.

Venerdì e Sabato, ripeti la procedura del lunedì e martedì.

Domenica riposo.

Questo è un semplice esercizio per iniziare ad amare se stessi. Vedrai che nei prossimi passi otterrai risultati sconvolgenti.

Adesso facciamo un esercizio pratico.

Fai una lista di tutte le esperienze che hai avuto, belle o brutte che siano e scrivi accanto quello che hai imparato.

Ad esempio:

Lavoro da quando ho quindici anni / mi ha insegnato ad essere costante e a mantenere gli impegni.

Ho subito aggressioni verbali o fisiche / mi ha insegnato a fidarmi poco.

Ho fatto una bella vacanza / mi ha insegnato il senso di libertà e gioia.

Ho perso il lavoro / mi ha insegnato a stringere i denti.

Ho avuto un grande amore ma ho divorziato / mi ha insegnato che nulla dura per sempre.

Ho avuto un figlio / mi ha insegnato ad essere responsabile.

Adesso pensa a tutto quello che hai scritto nella parte destra (quella in verde) e prova a cercare in ogni esperienza qualcosa che ti fa ancora battere il cuore, qualcosa che vorresti rifare, qualcosa che ti appassiona!

Se non hai trovato nulla, non disperare, ci sono ancora altri “metodi”.

Pensa a qualcosa che si ripete con costanza nella tua vita.

Cambi idea spesso su quella cosa?

E’ una cosa che ti da gioia o dolore?

E’ qualcosa o qualcuno?

Puoi agire su questa cosa o ne sei sempre sopraffatto/a ?

E’ qualcosa che vorresti ma non sai come averla?

E’ un problema di cui non trovi soluzione?

Se leggendo una di queste domande senti qualcosa di profondo che vuole venire a galla, tienila a mente e lavoriamoci sopra nei sette passi.

Se preferisci approfondire questo argomento, ecco l’intero capitolo del libro “Migliorare in sette passi e manuale pratico”.

Se invece hai bisogno di aiuto e non credi di riuscire ad andare avanti, allora io sono disposto ad ascoltarti!

Scrivi una mail a  giovyca@gmail.com e avrai le risposte che cerchi. Se giungi sino al passo “CURIOSITA'” avrai il mio numero di telefono.

Scarica una copia di PASSIONE in modo da averla sempre a disposizione in seguito, oppure ascolta il file audio qui:

Prima di capire come la passione rappresenti il primo passo verso la nostra conquista, vi consiglio di assaporare l’etimologia della parola stessa, poiché è una delle più belle e ricche di significati. Parlo al plurale proprio perché questa parola racchiude più di un significato, ed ognuno di essi è importante per il nostro fine ultimo. Passione deriva dal latino “pati” che significa patire, soffrire. La letteratura difatti è ricca di questa parola, soprattutto quella biblica dove si narra ad esempio la “passione” di Cristo, uno dei momenti più importanti del Cristianesimo. A cosa può servirci dunque una parola tanto forte, se il nostro obiettivo è raggiungere la felicità? La risposta è articolata e richiede un grande sforzo nell’accettare qualcosa di cui non siamo familiari. Infondo il cambiamento non può certo provenire da cose che abbiamo già visto e sentito, ma dobbiamo essere pronti a lasciare alle nostre spalle il vecchio preconcetto e aprire la mente e il cuore a nuove prospettive. (Se rimaniamo fermi sulle nostre opinioni, sulle esperienze finora maturate e sulle credenze acquisite, nulla può cambiare.) Quando ho scritto “lasciare dietro” ho già sentito insieme a voi quel senso di angoscia, di frustrazione, di patimento appunto. Quella sofferenza che ci fa pensare: “ma come faccio a lasciare tutto quello che ho conquistato fino ad oggi, tutto quello che si è creato e intrecciato nella mia vita?” Se state leggendo questo libro forse siete pronti a farlo. Tutti abbiamo bisogno di un cambiamento, e il primo passo risiede proprio nella passione, morte e resurrezione. Forse il messaggio di Cristo è proprio questo! Lui avrebbe potuto mostrare tutta la sua forza senza passione, senza morte e sofferenza. Ma il messaggio è chiaro: se si vuole rinascere a nuova vita bisogna avere il coraggio di patire, di morire dentro e buttare via almeno una parte della nostra vecchia filosofia di vita. Solo così possiamo permettere a noi stessi di risorgere a nuova esistenza, che sia fisica o spirituale. Non è certo facile, anche Gesù implorò il Padre se fosse possibile evitare tutto quello che stava per patire, ma alla fine prevalse la Sua volontà. Siamo disposti noi ad abbandonarci alla volontà del Padre? Che siamo credenti o no, bisogna accettare l’idea che c’è qualcosa di divino, che sia dentro o fuori noi stessi. C’è una forza formidabile che ci ha reso quello che siamo e che dispone di risorse molto superiori alle nostre aspettative. Siate dunque disposti a rischiare, perché la vita può davvero essere molto migliore delle nostre aspettative, delle nostre paure, dei preconcetti, di ciò che gli “altri” scelgono per noi.   Questo però è solo uno dei tanti significati della parola passione. Infatti questa meravigliosa espressione ha un altro senso intenso, che cito letteralmente da Treccani: “Inclinazione vivissima, forte interesse, trasporto per qualche cosa: avere la passione del gioco, delle carte; avere passione per lo sport, per la caccia, per la musica, per la pittura; ha sempre avuto la passione della montagna; gli è venuta la passione dei cavalli. Più concretamente, la cosa stessa, l’attività che è oggetto dell’inclinazione: la caccia è la sua passione; la mia più grande passione è dipingere. Fare qualche cosa con passione, con partecipazione profonda, per naturale inclinazione e con dedizione totale di sé: fare con passione il medico, l’insegnante; tutto ciò che fa, lo fa con vera passione; in altro senso, parlare con passione, recitare, cantare, suonare con passione, con intensità di sentimento.”   Avete notato come la stessa parola che prima ci ha dato un senso di angoscia e sofferenza, adesso invece ci da una carica fortissima, quasi un senso di gioia, di forte emozione, di “felicità”? Ecco perché la passione è fondamentale per intraprendere il nostro percorso. Non chiedo con questo di “appassionarsi a tale manoscritto o al suo autore” ma ciò che credo fermamente è questo: offriamo alla passione la nostra vita!   Facciamo tutto con passione, e quello che non possiamo fare con passione, facciamolo solo se è il mezzo necessario per raggiungere –in un tempo breve e stabilito- una nostra passione. Se ciò che facciamo non rispetta questo primo parametro fondamentale allora è giunto il momento di cambiare, a costo di non avere alternative, perché la prima verità da accettare (in quanto probabilmente nuova) è che un’alternativa c’è sempre! Vi propongo uno dei tanti esempi di come la passione possa letteralmente cambiare la propria vita.   Tony Wheeler, un ex ingegnere della Chrysler, e sua moglie Maureen, decisero nell’ormai lontano 1973 –con i pochi soldi messi da parte- di avverare il loro sogno, ovvero viaggiare fino a quando era possibile. Dopo un lungo viaggio che dalla Turchia li aveva condotti attraverso Iran, Afghanistan e Pakistan, fino all’India e al Nepal, tornarono a casa esausti e squattrinati. Si resero subito conto però che qualcosa li aveva arricchiti, e non potevano lasciare che il tempo sbiadisse i ricordi. Presero carta e penna e nella cucina di casa loro, scrissero il lungo viaggio, le loro impressioni, i consigli pratici da poter dare a chiunque altro avesse voluto intraprendere il loro cammino. Scritto in modo personale e brillante il volume divenne in poco tempo un piccolo best seller in Australia e spinse la coppia di viaggiatori a scrivere “South – East Asia on a Shoestring” (la ormai celebre Yellow Bible), che resta uno dei libri di maggior successo di Lonely Planet. Oggi Tony Wheeler e sua moglie Maureen sono i proprietari di una delle case editrici più famose al mondo e vantano 600 collaboratori e una società di produzione televisiva. Ecco la forza della passione! Provate a immaginare quanti preconcetti e paure li avrebbero potuti ancorare a quella condizione d’immobilità. Due disoccupati che spendono il proprio denaro per viaggiare invece di cercarsi un altro lavoro. Per l’opinione comune sarebbe una pazzia, ma questi due personaggi probabilmente hanno capito che per cambiare vita, bisogna fare proprio ciò che gli altri non farebbero mai. Solo così si possono esplorare strade nuove, poco battute e quindi ricche di possibilità.     Ci avviciniamo dunque pian piano al secondo passo verso il raggiungimento del nostro obiettivo, ma prima, facciamo un’altra considerazione importante. Mi viene da pensare che molti di noi -magari padri e madri- non sentiamo più l’esigenza di avere passione, progetti e obiettivi, ma di sicuro possiamo trasmettere –in maniera sana ed equilibrata- le nostre passioni ai figli, e rivivere in loro le gioie perdute o le occasioni mancate. Ecco dunque che di “riflesso” la prima fonte di passione in ognuno di noi potrebbe arrivare dai nostri genitori. Ma qualora non fosse così, non è detto che sia la causa delle nostre passioni mancate, poiché dentro ognuno di noi c’è questo seme essenziale che ha permesso l’evoluzione della specie umana. Quando ero piccolo dunque –pur non avendo ereditato particolari passioni dai miei genitori- sentivo un’inclinazione naturale per la musica, per lo sport e per altri diletti di cui non ho mai raggiunto un livello tale da poterli considerare percorsi di vita. A volte questo era motivo di grande frustrazione, poiché la società d’oggi –dedita alla competizione – non fa altro che incitarci a dare il meglio con un solo obiettivo: essere in quella cosa il migliore di tutti! Ma col tempo mi accorsi che in realtà la passione non è esclusivamente qualcosa nel cui avrei dovuto spendere anima e corpo, ma un modo di vedere e intendere la vita, dando spazio a tutte le passioni che in un determinato momento prendevano il sopravvento. Una in particolare però si avvicenda spesso nella mia vita: la curiosità. Questa parola è stata “stuprata” dai rotocalchi e relegata alla semplicistica definizione di “farsi gli affari degli altri”, quando invece –al pari della parola passione- rappresenta un altro seme fondamentale per l’evoluzione umana. Purtroppo oggi, chissà per quale assurdo motivo, la curiosità attraversa un periodo di grande splendore solo nell’infanzia, (quel periodo in cui ridacchiamo degli innumerevoli “perché” dei bambini) per poi affievolirsi con l’avanzare dell’età, fino a giungere un punto critico in cui nulla più ci stupisce o incuriosisce. Capivo allora che dovevo lasciarmi andare agli eventi e dovevo analizzare ciò che sentivo e non ciò che avrei voluto che fosse la mia vita. Concentravo tutti i miei sforzi su ciò che dovevo fare, o che i miei genitori volessero che io facessi, tralasciando ciò che io desideravo, senza il coraggio di esternarlo. Finita la scuola dovevo trovare subito un lavoro, o sarei apparso sfaticato, poi avrei dovuto sposarmi giovane, avrei dovuto avere subito almeno due figli e avrei dovuto vivere la condizione sociale che nella mia città tutti vivono, in “silenzio” e con “umiltà”, per non sembrare superbo; desideroso di ricchezza e benessere, poiché avrei urtato la sensibilità e l’orgoglio di coloro che invece sin da subito hanno accettato le direttive che il senso comune impone. Se avete qualche dubbio su questa affermazione vi rimando ad una teoria enunciata da Elisabeth Noelle-Neumann, (fondatrice, nel 1947, dell’Istituto di Demoscopia di Allensbach,) detta “teoria della spirale del silenzio”.   “La teoria si occupa dell’analisi del potere persuasivo dei mass media. La tesi di fondo è che i mezzi di comunicazione di massa, ma soprattutto la televisione, grazie al notevole potere di persuasione sui riceventi e quindi, più in generale, sull’opinione pubblica, siano in grado di enfatizzare opinioni e sentimenti prevalenti, mediante la riduzione al silenzio delle tesi minoritarie e dissenzienti. Nello specifico, infatti, la teoria afferma che una persona singola, è disincentivata dall’esprimere apertamente e riconoscere a sé stessa un’opinione che percepisce essere contraria alla opinione della maggioranza, per paura di riprovazione e isolamento da parte della presunta maggioranza. Questo fa sì che le persone che si trovino in tali situazioni siano spinte a chiudersi in un silenzio che, a sua volta, fa aumentare la percezione collettiva (non necessariamente esatta) di una diversa opinione della maggioranza, rinforzando, di conseguenza, in un processo dinamico, il silenzio di chi si crede in minoranza. La teoria ebbe una notevole importanza nella scienza della comunicazione per la rinascita del dibattito sui poteri di forte persuasione dei mezzi di comunicazione, in contrasto con la scuola di pensiero che sosteneva un effetto debole dei mass media sul pubblico.” (fonte Wikipedia)   Detto in breve, se tutti i mezzi di comunicazione affermano qualcosa, oppure omettono di dire, quella è l’opinione pubblica. In Italia l’esempio lampante è proprio la politica. Tutti i partiti politici sfruttano i media tradizionali per convincere la popolazione che loro sono necessari, e che fanno i nostri interessi. Eppure se prendessimo singolarmente uno per uno tutti gli italiani, e chiedessimo loro cosa ne pensano dei politici, probabilmente direbbero che sono dei corrotti a cui non interessa nulla delle sorti del paese. Ma chi avrebbe davvero il coraggio di affermare una cosa del genere davanti all’occhio imbarazzante di una telecamera di un tg nazionale?   Nel mio intimo c’era un forte sentore che tutto questo era qualcosa di profondamente ingiusto, ed è proprio questo che ha spianato la strada al secondo punto fondamentale del nostro percorso. In breve Parliamo con noi stessi. Concediamoci un periodo di riflessione, di isolamento da tutto ciò che ci circonda. Quando avremo la sicurezza necessaria, la consapevolezza della nostra forza interiore, quando avremo fatto l’amore con noi stessi, allora potremo ricercare ciò che attorno a noi ci suggerisce passione. Solo ciò che ci appassiona ha il diritto di impegnare le nostre giornate.

Prosegui con il secondo passo!

Vai nel menu a tendina e seleziona la voce “RIFIUTO“.

Se hai ancora qualche dubbio, leggi questo esempio pratico:

Disinformato sempre informato

Sono un cittadino Italiano nel bene e nel male, uno di quelli che non rinuncia al caffè la mattina, al giornale sempre disponibile al bar o al giornalaio sotto casa, alle mie abitudini domenicali in famiglia, al telegiornale della sera, alle partite di calcio o alle gare di formula uno e motogp.

Insomma sono un uomo che ama il suo paese nonostante tutto, nonostante sia devastato dalla corruzione, dalla mala politica e dalla crisi mondiale.

Ma infondo l’Italia è questa, con i salotti televisivi, le tragedie passate e ripassate nei notiziari, la santa messa la domenica –con il messaggio del Papa- e le discussioni al bar con amici e conoscenti.

Non mi rimane che aspettare una bella notizia in tv o la prossima elezione, dove si spera che sia la volta buona, che ci sia il cambiamento, che si facciano quattro leggi per risollevare l’economia del paese.

Intanto mi tengo sempre informato, per decidere meglio chi votare, per sapere dove si nasconde il prossimo mostro assassino -non sia mai che vado in ferie proprio in quella zona-.

L’Italia è questa, prendere o lasciare, ed io -che ormai ho radicato tutto qui- di lasciare non ne ho proprio voglia.

Oppure potrei interrogarmi sul senso di tutto ciò, intraprendendo un cammino che possa portare il cambiamento.

Solo adesso mi rendo conto di avere le stesse passioni della maggior parte della gente che conosco, e come loro mi accorgo che infondo poi tante passioni non sono.

Cos’è la passione per il calcio ad esempio? E’ forse seguire le partite la domenica? Se così fosse allora potrei dire di essere più appassionato alla domenica sul divano a guardare la tv, piuttosto che apprezzare le partite in se. Spesso infatti quando perde la mia squadra -e gli amici mi sfottono al bar- la scusa è sempre la stessa: infondo a me non entra nulla in tasca, né che perdano né che vincano.

E’ forse passione la politica? Passo ore e ore della mia giornata a vedere politici in tv, nei telegiornali, nei talk show ad ascoltare quei giri di parole inutili per poi ripetere a me stesso che nessuno cambierà questo dannato paese.

Dov’è allora la mia passione?

Io voglio conoscere la verità delle cose, e per farlo devo rifiutare con tutto me stesso ciò che mi ha assopito fino ad oggi.

Ecco dunque la mia nuova passione: la ricerca della verità.

Improvvisamente realizzo che ad ogni informazione ricevuta devo usare un approccio diverso, e per farlo devo avere il coraggio di maneggiare qualsiasi input con curiosità.

Ad ogni cosa associo una domanda e provo ad immaginare le possibili risposte che provengono da una mia ricerca e da una mia riflessione.

Ad esempio: leggo da settimane su tutti i giornali che in Africa è scoppiata una epidemia.

Ecco che tutta Europa viene terrorizzata dall’ebola, di cui ancora non si possiede un vaccino.

Ad un certo punto il presidente degli Stati Uniti dichiara di aver mandato in Africa un vaccino sperimentale che potrebbe scongiurare il pericolo. Manda addirittura l’esercito a mantenere sotto controllo la situazione.

Fossi ancora il vecchio me direi: cavolo l’America e il suo presidente sono davvero grandi!

Ma oggi mi chiedo: come mai tutto questo interesse per l’Africa?

Come mai l’esercito? Come mai gli Americani hanno un vaccino sperimentale?

Faccio una breve ricerca su internet e utilizzo la parola chiave “vaccino ebola”.

Leggo inorridito il primo articolo che google suggerisce:

“la Monsanto, o Monsatana, ha messo lo zoccolo malefico anche in Ebola.  Monsatana ha foraggiato con 1,5 milioni di dollari la Tekmira Pharmaceuticals Corporation (TKMR ), leader nel settore dei vaccini e l’intera operazione di trasfusione monetaria potrebbe arrivare a toccare la considerevole quota di 86 milioni dollari. Il fiume di soldi in cui sguazza il virus Ebola non si arresta qui, infatti il Ministero della Difesa degli Stati Uniti ha stanziato ben 140 milioni di dollari per far sviluppare alla TKMR un virus anti-Ebola.

Tutto questo prima che scoppiasse il caso su tutti i media mondiali.

Ho già sentito parlare della Monsanto in passato e ricordo che trattava gli OGM, ovvero quei semi geneticamente modificati di cereali, che dovrebbero crescere forti e immuni ai parassiti.

Ma dov’è nata questa azienda? E qual è stato il suo percorso? Ecco che la curiosità avanza e la mia persona si arricchisce di quelle informazioni che qualche tempo fa non avrei mai reperito:

L’incuria verso l’umanità mostra inevitabilmente i suoi effetti letali, e l’inquinamento prodotto nel corso degli anni, infiltratosi in ogni ambito della vita, presenta il conto da pagare. Il prezzo più alto lo paga Brescia, confermando una correlazione tra i policlorobifenili (PCB) e le diossine, i veleni dell’industria chimica che hanno devastato il territorio, creando un aumento delle neoplasie.

…Questa azienda produceva PCB dal 1932, dopo che nel 1930, la Monsanto acquisì i diritti dell’utilizzo di questo brevetto. Fu proprio la Caffaro, l’ultima azienda italiana a produrre PCB, e a chiudere nel 1983 dopo che in Italia ne venne proibita la produzione.”

(Luca Tomberli – primapaginadiyvs.it)

Incredibile! La Monsanto –Multinazionale da miliardi di euro- si è arricchita devastando anche il territorio Italiano.

Fino a ieri ero un superficiale che credeva d’essere sempre informato, ma la realtà è che questa nuova visione delle cose mi ha permesso –tramite un metodo di verifica accurata delle informazioni- di scorgere ciò che di vero viene celato dietro le false notizie.

Oggi ho capito che per essere davvero informato bisogna attingere a svariate fonti –di solito quelle meno sponsorizzate- e con immaginazione bisogna saper estrapolare la parte di verità contenuta in essa.

Sono dell’idea infine che tante bugie portano comunque ad una verità, e se si persevera con costanza e coerenza, alla fine la essa busserà alla nostra porta.

Con Amore Giovanni Caruso

SE IO ESISTO E’ SOLO GRAZIE ALLE TUE DONAZIONI.
OGNI PICCOLO GESTO SARA’ RIPAGATO NELLA VITA.


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