VERIFICA

(Estratto da libro)

 

Capitolo VERIFICA e audio.

La verifica è il punto in cui il nostro metodo diventa soddisfacente e richiede un puntellamento saldo.

E’ pertanto un nuovo punto di partenza, una nuova sfida da intraprendere con i piedi ben saldi a terra.

La verifica è la via di mezzo tra ciò che eravamo e ciò che vogliamo diventare.

Una buona abitudine da utilizzare ogni qualvolta se ne presenta la possibilità. Più verifiche ci sono, meno margine d’errore avremo.

A questo punto del percorso il gioco sembra fatto.

Abbiamo trovato un metodo e abbiamo raggiunto i primi obiettivi, tutto sembra in discesa e diveniamo consapevoli delle nostre possibilità.

Ma è proprio a questo punto che incontriamo il passo più lungo da compiere, l’ostacolo più grande, la sfida più ardua!

Se non facciamo bene attenzione a questo passo potremmo ritrovarci al punto di partenza o peggio ancora ad un punto in cui il percorso intrapreso ci ha fatto tornare più indietro del punto di partenza.

E’ per questo fondamentale prefissare dei punti di verifica lungo il percorso.

Ho lavorato sette anni come assistente informatico e il primo consiglio che davo ad ogni cliente era quello di effettuare periodicamente un “punto di ripristino”.

A chi non fosse familiare questo termine spiego brevemente in cosa consiste:

quando acquistiamo un computer ci viene fornito il CD con il sistema operativo da installare.

Terminata la procedura d’istallazione avremo un pc funzionante con i programmi basilari offerti dalla casa produttrice.

Ogni qualvolta istalliamo altri programmi, questi inevitabilmente vanno a modificare la struttura del sistema operativo, agiscono sulle librerie, sulle cartelle e sui file che vengono salvati in determinati percorsi.

Più programmi si inseriscono e più spazio viene occupato nella memoria.

A volte però può succedere che il mal funzionamento di un programma o la cattiva istallazione, possano comportare l’instabilità del sistema, che a quel punto richiede la rimozione del problema o una nuova istallazione del sistema operativo.

Questo è un punto critico in cui l’utente deve decidere se è disposto a perdere ciò che aveva inserito nel pc fino a quel momento oppure può affidarsi ad un tecnico che, con le dovute procedure- a volte lunghe e costose – provvede a salvare tutti i dati disponibili per poi rimetterli nel pc formattato.

Per facilitare il tutto entra in gioco il punto di ripristino, ovvero noi possiamo decidere che ogni tanto il pc salva la configurazione fino a quel momento raggiunta e qualora ci fossero problemi, invece di cancellare tutto, si può ritornare ad un punto stabilito, perdendo soltanto ciò che si è inserito da quel momento in poi, e non dalla prima istallazione del computer.

Se immaginiamo la nostra vita come un pc e il percorso che stiamo intraprendendo come un insieme di programmi che installiamo col tempo per raggiungere i nostri obiettivi, ecco che anche a noi potrebbe tornare utile un punto di ripristino. Ovvero un punto in cui raggiunto un determinato obiettivo, siamo assolutamente certi che quello sia talmente stabile da non dover necessariamente tornare indietro.

Per stabilire il nostro punto dunque è necessario questo passo fondamentale: “la verifica”.

Anche se di primo acchito può sembrare una procedura banale, in realtà è molto difficile da realizzare, proprio perché strida fortemente con tutti i passi precedenti che ci hanno permesso di arrivare a questo punto. Inoltre potremmo incappare nell’errore comune di cercare le verifiche in luoghi e persone che assecondano il nostro progetto, scartando di getto quello che invece non ci aggrada.

E’ importante invece cercare ciò che si contrappone alla nostra idea, poiché smentendo le critiche avremo saggiato la bontà della nostra visione, oppure avremo la possibilità di effettuare le opportune modifiche.

Facciamo un esempio pratico:

Mario Rossi è riuscito ad aprire una sua azienda che produce profumi e si trova nel pieno delle risorse e delle energie che lo stimolano ad intraprendere ulteriori passi verso obiettivi sempre più ambiziosi.

Involontariamente è incappato in un pericoloso gioco di lascia o raddoppia, dove l’investimento per nuove risorse equivale gli utili ricavati da quelle già esistenti.

E’ proprio in questo momento che ognuno di noi deve avere il coraggio e la consapevolezza che è giunto il momento della verifica, di attuare cioè un punto di ripristino dove capire se ciò che si è raggiunto vada nella giusta direzione e abbia una situazione stabile su cui poggiare le basi di un nuovo eventuale inizio.

Mario infatti, preso dall’euforia delle nuove prospettive non si è reso conto che i suoi profumi, -nonostante il clamore iniziale- non rispettano alcuni parametri di sicurezza o di tipologia di prodotto che possono mettere in serio rischio il futuro della sua azienda, poiché un ingrediente utilizzato potrebbe danneggiare alcuni clienti allergici.

Questo è l’esempio calzante che ci pone la domanda maggiormente influente nella nostra verifica:
Sto andando per la mia strada nel modo giusto?

La domanda è volutamente posta in modo diverso da quella che potrebbe sembrare più ovvia, ovvero, sto andando nella giusta strada?

Ribadisco il concetto che non c’è una strada giusta, perché ognuno di noi – grazie al cielo – ha la sua strada, ma ciò che dobbiamo porre a verifica è il percorso che stiamo utilizzando per procedere lungo la nostra strada.

Stiamo costeggiando un burrone? Stiamo andando in salita? Oppure siamo in una bella strada pianeggiante?

A volte la linea che divide questi percorsi è talmente sottile da non riuscire a distinguerli.

Potremmo infatti trovarci a costeggiare un burrone, ma poiché una bella siepe ci impedisce la vista, non percepiamo il reale pericolo che stiamo correndo.

Un buon consiglio per imparare ad armeggiare bene la verifica, -anche se può sembrare fuori luogo- è dedicarsi di più agli altri.

So che può sembrare una contraddizione, poiché tutto quello che avete letto finora è prevalentemente un percorso egoistico, dove ognuno di noi deve concentrarsi sul proprio io, le proprie capacità e la propria vita.

Ma esattamente come un antidoto, l’altruismo e l’impegno sociale ci permettono di distaccarci da questa fase egoistica e ci inducono a vedere noi stessi dal di fuori, dagli occhi delle persone che sosteniamo, da coloro che ci osservano ogni giorno.

Solo così possiamo capire se il nostro percorso sta andando nella giusta direzione.

Qualcuno di voi a questo punto penserà che non è poi così facile considerare i giudizi altrui. Sappiamo tutti che in questo mondo socialmente malato molte persone (pur nella inconsapevolezza e magari in buona fede) non fanno altro che criticare e giudicare i nostri sforzi per il semplice motivo che hanno bisogno di accumulare sicurezze in loro stessi, e il modo più facile per farlo è denigrare gli altri sperando che la società li reputi al loro stesso livello.

Ma se noi acquistiamo quella intraprendenza nel chiedere giudizio alle persone che reputiamo consone, ecco dunque che possiamo filtrare quelli sterili, da quelli che riteniamo utili.

Basta chiedere alle persone disinteressate.

A volte è bene chiedere a chi ci vuole davvero bene, ma sappiamo che chi ci vuole bene tende a nascondere ciò che può turbarci, e quindi tenderà a trattenersi in quelle critiche costruttive che potrebbero giovarci molto.

Qualche tempo fa ho scritto un aforisma che potrebbe fare al caso nostro:

“Cerca le critiche nella famiglia e gli elogi negli sconosciuti. I primi ti conoscono bene, i secondi ti capiscono meglio”

Dunque una buona verifica offre la possibilità di andare con tranquillità verso la nostra strada, e qualora l’abbiate trovata – lo spero di cuore – allora siate felici e preparatevi all’ultimo grande passo del nostro cammino.

 

In breve

La verifica è il punto in cui il nostro metodo diventa soddisfacente e richiede un puntellamento saldo.

E’ pertanto un nuovo punto di partenza, una nuova sfida da intraprendere con i piedi ben saldi a terra.

La verifica è la via di mezzo tra ciò che eravamo e ciò che vogliamo diventare.

Una buona abitudine da utilizzare ogni qualvolta se ne presenta la possibilità. Più verifiche ci sono, meno margine d’errore avremo.

Giovanni Caruso

Se se pronto ad andare avanti segui il prossimo passo.